Blitz contro l’unione omosessuale: esposto in Procura e l’apertura di una base a Rimini

Reazione a quanto successo un mese ta in pieno centro. Tonti: «Sono parassiti che devono appropriarsi della vita degli altri»
Blitz contro l’unione omosessuale: esposto in Procura e l’apertura di una base a Rimini
Arcigay attac
ca a viso aperto Forza Nuo
RIMINI. «Sono dei paras-siti che non hanno seguito e non hanno neppure pro-prie idee, tanto da dover riciclare gli slogan del ventennio fascista. Non sono considerati da nessu-no, per cui, da parassiti ve-ri, devono appropriarsi della vita degli altri». A poco più di un mese dall’attacchinaggi o, in centro a Cesena, del mani-festo funebre in cui Forza Nuova attaccava Manuel e Marco, «la cui unica colpa era di sposarsi proprio in quel giorno», l’Arcigay ri-sponde alla provocazione presentando un esposto al-la procura della Repubbli-ca di Forlì. Ed ipotizza, tra i reati, quello che equipa-ra omofobia e razzismo. A firmare l’esposto Mar-co Tonti, presidente Arci-gay “Alan Turing” Rimi-ni, che ne dà l’annuncio nella giornata in cui Fn i-naugura, alla presenza del segretario nazionale Ro-berto Fiore, la nuova sede riminese, in via Macanno 32. «Non è un giorno qua-lunque quello scelto per l’inaugurazione. Oggi (ie-
va, dopo i manifesti a lutto 919511Y( t IL A naia
Sopra, la conferenza stampa organizzata ieri dall’Arcigay. A destra, i manifesti appesi da Forza Nuova nel giorno della celebrazione della prima unione civile della storia a Cesena e la reazione successiva
ri ndr.) è infatti l’anniver-sario della marcia su Ro-ma – prosegue Tonti – ed “In marcia per Rimini, per l’Italia”, il titolo che cam-peggia sul volantino di presentazione, si traduce nell’anticipazione di una “marcia su Rimini”, che
deve essere scongiurata con tutte le forze civili». Tonti quindi fa scattare «l’allarme democratico, che deve essere percepito da tutte le persone, le as-sociazioni e le istituzioni. Noi facciamo la prima mossa con questo esposto,
I 14 A unternenten: pio rareur i .4crini:ma 144, irediziorv doCia tregrvigke fimann vonage CSOCAr» men nostre zoo** e qg dittik t Alleeektarnbou a crescete con chi II arra e n ea uca avventa isdit3/4,1/4 domenica 25 settembre 2015 Agir -etz MATRIMONIO GAY A FUNERALE DRIA PAURA
MANUEL e MARCO
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ma invitiamo tutti a se-gnalare e denunciare com-portamenti e dichiarazio-ni antidemocratiche e dai contenuti violenti ad ope-ra di Fn o dei suoi ultras». Militanti e simpatizzan-ti come quelli entrati in a-zione durante il primo Ri-
mini Summer Pride, che «hanno compromesso la tranquillità dei parteci-panti e dei volontari mani-festando con fumogeni a 50 metri dal Pride. Una co-sa intollerabile in un con-testo civile e democrati-co», conclude Tonti.

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Arcigay, esposto contro Forza Nuova Tonti: «Sono parassiti che devono appropriarsi della vita degli altri»

Associazione LCBT •
Tonti mostra il manifesto funebre contro la coppia gay
Il manifesto listato a lutto affisso il 25 settembre scorso a Cesena per le nozze di Manuel e Marco
Arcigay, esposto contro Forza Nuova Tonti: «Sono parassiti che devono appropriarsi della vita degli altri»
RIMINI. «Sono dei parassiti che non hanno seguito e non hanno neppure proprie idee tanto da do-ver riciclare gli slogan del Ven-tennio fascista. Non sono consi-derati da nessuno, per cui, da pa-rassiti veri, devono appropriarsi della vita degli altri». A poco più di un mese dall’at-tacchinaggio per Cesena del ma-nifesto funebre in cui Forza Nuo-va attaccava Manuel e Marco «la cui unica colpa era di sposarsi proprio in quel giorno» l’Arcigay risponde alla provocazione pre-sentando un esposto alla procura della Repubblica di Forlì ipotiz-zando, tra i reati, quello che e-quipara omofobia e razzismo. A
firmarlo Marco Tonti presidente Arcigay “Alan Turing” Rimini che ne dà l’annuncio nella gior-nata in cui Fn inaugura, alla pre-senza del segretario nazionale Roberto Fiore, la nuova sede ri-minese, in via Macanno 32. «Non è un giorno qualunque quello scelto per l’inaugurazione, oggi (ieri ndr.) e infatti l’anniversario della marcia su Roma – prosegue Tonti – ed “In marcia per Rimini, per l’Italia” il titolo che campeg-gia sul volantino di presentazio-ne, ovviamente si traduce nel-l’anticipazione di una “marcia su Rimini” che deve essere scongiu-rata con tutte le forze civili». Ton-ti quindi fa scattare «l’allarme de-
mocratico che deve essere perce-pito da tutte le persone, le asso-ciazioni e le istituzioni. Noi fac-ciamo la prima mossa con questo esposto, ma invitiamo tutti a se-gnalare e denunciare comporta-menti e dichiarazioni antidemo-cratiche e dai contenuti violenti a opera di Fn o dei suoi ultras». Fiancheggiatori, militanti, simpatizzanti come quelli entrati in azione durante il primo Rimi-ni Summer Pride «compromet-tendo la tranquillità dei parteci-panti e dei volontari manifestan-do con fumogeni a 50 metri dal Pride, una cosa intollerabile in un contesto civile e democratico» conclude Tonti.

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Balletto en travesti a Cattolica, l’unica tappa romagnola di Les ballets Trockadero

Balletto en travesti a Cattolica, l’unica tappa romagnola di Les ballets Trockadero.

di CLAUDIA ROCCHI
CATTOLICA. Il teatro della Regina di Cattolica ridà lustro al balletto con la più nota compagnia en travestì. Arrivano Les ballets Trockadero de Monte Carlo divertente gruppo newyorchese no-nostante i francesismi, formatosi nel 1974 parten-do da teatrini off. Giovedì 27 ottobre alle 21.15 la compagnia affron-ta l’unica data romagnola del tour. Sedici ballerini, tutti uomini ma con scar-pette in punta, che vola-no, girano, saltano in mo-do superbo e divertente. Creano parodie di balletti di repertorio, a Cattolica dal Lago dei cigni (secon-do atto di Ivanov-Caikov-skij), da Esmeralda (Peti-pa-Pugni), oltre a Go for Barocco del fondatore Pe-ter Anastos, su musiche di Bach. Fra i tre ballerini italiani in compagnia (Paolo Cervellera di Puti-gnano, Raffaele Morra di Fossano), c’è anche Ales-sandro Pretto, nato nel 1985 a Vicenza. Dopo il di-ploma all’accademia francese Princesse Grace di Montecarlo sotto la guida della valente Mari-ka Besobrasova, ha dan-zato all’English National ballet di Londra e nel te-desco Stadttheater di Ko-blenz, per poi unirsi nel
ballerino Les hai rockadero la danza che diventa comica
2011 ai Tr Alber spinta a pagnie un ensei sti? «Non n cientem€ risponde sono un
.ocks. to, cosa l’ha lasciare com-radizionali per rnble en trave-
sentivo suffi-alte motivato – il danzatore – ; ballerino di for-
mazione IldSSILd e i ruoli maschili, se non sei un principal, sono riduttivi. Nutrivo inoltre un amore per le scarpe da punta, ta-bù per i ragazzi, e così mi sono presentato a un’au-dizione ed eccomi qua, da cinque anni». Ha trovato motivazio-ne? «Eccome! Con i Trocks ho la possibilità di inter-pretare i ruoli femminili più belli, a Cattolica sono Esmeralda, prossima-mente diventerò Giselle. Certo sono ruoli dramma-tici, eroine dal cuore in-franto, ma noi le rendia-mo divertenti giocandoci su». Lo sfollò non danneg-gia questi personaggi i-cone? «Al contrario, li caratte-rizza, diverte il pubblico
LES BALLETS TROCKADERO arrivano giovedì 27 al Teatro della Regina di Cattolica
e, per quanto mi riguar-da, mi consente di mette-re in luce un lato comico di me che mai avrei pen-sato di avere. Inoltre, co-sa importante, favorisce un approccio al balletto anche per chi nutre riser-ve verso il genere, e at-trae un pubblico giova-ne». Sorprendete per l’ele-vazione, usate forse
scarpette magiche? «Magari, sarebbe bello avere molle speciali; in realtà le nostre sono nor-mali scarpe a punta, con la differenza che qualcu-no fra noi porta fino al nu-mero 46! Certo che la tec-nica maschile, dando for-za a salto e giro, consente di esprimere una eleva-zione superiore rispetto a una ragazza, accrescendo
la spettacolarità». La vostra è una prepa-razione simile a quella di un’altra compagnia classica? «Forse anche superio-re; ogni giorno, dovunque ci troviamo, facciamo la nostra classe di un’ora e mezza. Seguono poi le prove per cinque, sette o-re complessive a cui dob-biamo aggiungere un’ora e mezzo di trucco e par-rucco, impegnativo ma fondamentale nel nostro spettacolo». Nonostante il diverti-mento proponete sem-pre brani di repertorio, non rischiate di essere ripetitivi? «No, noi non ci annoia-mo e neppure il pubblico. Abbiamo uno spirito alle-gro che trasmettiamo alla gente, nelle nostre lezioni aperte. Usiamo uno stile vintage della danza russa anni Sessanta/Settanta e, anche se puntiamo sul re-pertorio, lo aggiorniamo costantemente. Stiamo preparando “Napoli” di Bournonville e dunque affronteremo uno stile di-verso».
La compagnia en travestì, è un gruppo newyorchese di 16 ballerini tutti maschi
Come mai la sua car-riera è stata tutta in compagnie straniere? «Fino al 2008-09 ho fatto audizioni anche in Italia: arena di Verona, Firenze, Scala di Milano, accor-gendomi però che non conta la meritocrazia. Nelle compagnie statali e-sistono degli “aventi di-ritto”, graduatorie in ba-se agli anni di permanen-za; non si dà spazio ai gio-vani scegliendo sulla qua-lità, cosa che invece acca-de all’estero». Oggi che l’omosessua-lità non è più tabù in-contrate ostacoli quan-do vi proponete nei tea-tri? «Essendo io giovane non ho vissuto i momenti tragici passati dalla co-munità gay, specie negli anni Ottanta. Solitamen-te il nostro pubblico è sempre caloroso e gli or-ganizzatori ci accolgono anche perché siamo una compagnia facile, ci ba-siamo su di un lavoro co-rale e abbiamo spirito di adattamento. Se siamo “divi”, lo siamo solo sulla scena». • Info: 0541 966778

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Ravenna: Omofobia tra 12enni, 5 denunciati

Tutto sarebbe cominciato nell’aula di una scuola media. Da tempo i rapporti tra i ragazzini erano tesi ■ All’insulto il Men ne ha reagito sferrando un calcio, a quel punto è scattata la reazione dei cinque compagni
L’episodio è avvenuto alla fine del mese scorso in una scuola media di Ravenna I genitori sono stati convocati dal preside
RAVENNA. Insulti omofobi in classe, lui reagisce e scop-pia la zuffa tra compagni do-dicenni. Una volta a casa lo sfogo con il padre che l’ac-compagna al pronto soccorso. Pochi graffi e una prognosi di due giorni. Ma il passo suc-cessivo è la denuncia in que-stura. E così a finire nei guai sono in tutto cinque ragazzi, tutti di un’età compresa tra i dodici e tredici anni di una scuola media ravennate di cui non forniamo il nome per non rendere i minori in alcun
modo riconoscibili. I cinque sono stati denun-ciati per minacce, percosse e lesioni in concorso alla Pro-cura dei Minori di Bologna. I fatti risalgono al 24 settem-bre scorso e stando a quanto ricostruito dal Corriere tutto sarebbe cominciato nella stessa aula dell’istituto. Da tempo i rapporti tra uno stu-dente e altri cinque compagni di classe erano infatti piutto-sto tesi. Litigi frequenti per quell’età, di poco conto, acuiti però dall’aggressività tipica
della preadolescenza. Ma un giorno la situazione degenera dopo l’ennesima provocazio-ne. Il 12erme reagisce e sferra un calcio verso a chi ha pro-nunciato quella parola. Que-st’ultimo a sua volta rispon-de. Poi arrivano altri quattro amici, uno di loro spinge il ragazzo. Sembra tutto finito, ma al termine della lezione il ragazzino si sfoga a casa con il padre. Racconta dell’ultimo episodio e anche di altri epi-sodi simili. Il dirigente sco-lastico viene informato dei
fatti e convoca i genitori di tutti i ragazzi per chiarire quanto successo. Alla fine per tutti ci sarà una nota come sanzione disciplinare, anche per il ragazzo che era andato al pronto soccorso e poi in questura a sporgere denun-cia. «Non parlate però di bulli-smo – racconta dietro anoni-mato una fonte interna alla scuola – si è trattata solo di una lite. Non siamo di fronte a un soggetto debole che su-bisce angherie costanti da compagni prevaricatori e più forti fisicamente. Si tratta, co-me detto, di una zuffa tra ra-gazzini svegli che sanno come provocarsi e come difendersi. La scuola aveva agito anche prima della querela presenta-ta dal genitore di cui non so nemmeno se ne fosse a cono-scenza. L’insulto omofobo? Parole, infelici, in libertà, ma non credo che si volesse cri-ticare un orientamento ses-suale che tra l’altro lo studen-te in questione non credo ab-bia».

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