Denuncia di omo-transfobia, le conseguenze sull’immagine di Rimini

In questi giorni ha avuto molto risalto la denuncia da parte di Vittoria, donna transessuale, di essere stata allontanata da un noto ristorante di Rimini a causa del suo aspetto. Vittoria, sentendosi violata nella propria dignità, ha giustamente denunciato la cosa e la giustizia farà il suo corso accertando fatti e responsabilità.
 
Indipendentemente da come andranno le cose con la giustizia è però importante trarre una lezione generale da questo triste episodio. Rimini certamente ha una storia di accoglienza e di libertà, eppure gli episodi di omo-transfobia negli ultimi anni non sono stati pochi. Visto che Rimini è costantemente sotto ai riflettori gli echi di questi episodi hanno avuto spesso risonanza nazionale e hanno intaccato l’immagine di rispetto che ci siamo costruiti negli anni danneggiando anche il nostro appeal turistico nei confronti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (LGBT) e dei loro amici. Tranne rari casi, le uniche voci di condanna sono state quelle dell’Amministrazione, di alcune associazioni e delle persone che partecipavano alle manifestazioni indette da Arcigay.
 
Se vogliamo riconquistarci la credibilità turistica LGBT & friendly non è più sufficiente appellarsi a una generica “storica” accoglienza, ma è necessario rilanciare. Tutto il tessuto commerciale e turistico deve impegnarsi in una riqualificazione specifica ed esplicita sulle tematiche dell’accoglienza LGBT. È oggi necessario conoscere le attese e le necessità specifiche delle persone LGBT, delle loro famiglie e dei loro figli, imparare le parole giuste da usare per evitare involontarie offese, incomprensioni e scontri, dire chiaramente “voi famiglie arcobaleno siete benvenute”. Se c’è la volontà di farlo noi di Arcigay siamo felici di avviare questo percorso che darà i suoi frutti non solo in termini umani ma anche turistici, basti pensare che la ricchezza del turismo LGBT si aggira, solo per l’Italia, intorno ai tre miliardi di euro l’anno.
 
Ill primo passo che dimostri questa volontà è quello che sia le singole attività commerciali e turistiche che le associazioni di categoria aderiscano al Rimini Summer Pride del 29 luglio prossimo (scrivendo a presidente@summerpride.it) e facciano la loro parte perché l’evento che l’anno scorso ha portato a Rimini diecimila persone possa crescere e diventare non solo un patrimonio cittadino, ma anche un simbolo di accoglienza per tutta la riviera romagnola.
 
Marco Tonti
Presidente Arcigay “Alan Turing” Rimini
Presidente Rimini Summer Pride
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